mercoledì 23 novembre 2016

Allarme antibiotici negli allevamenti intensivi

Aspettavate le pillole di salute ansiosamente?
Eccoci al solito appuntamento con il nostro veterinario Canello.
Fidatissimi, con questa utile guida, dobbiamo cominciare a dare il meglio ai nostri amici animali.

"Il 29 maggio 2016 il programma televisivo Report ha mandato in onda un servizio di pubblico interesse, dai contenuti allarmanti per la sanità. Al centro dell’inchiesta c’è una specie di Escherichia coli, resistente agli antibiotici di ultima generazione.
Da quanto emerge dal controllo effettuato su più di mille intestini di polli e tacchini nei macelli italiani, i batteri resistenti agli antibiotici sono la maggioranza. I più diffusi sono della specie campylobacter, trovati nelle feci di 7 polli su 10 e nei tacchini nella proporzione del 90%.
Questo processo porterebbe ad una pandemia, ovvero un’epidemia estesa a livello globale, che nel 2050 rischia di fare dieci milioni di vittime all’anno, addirittura più del cancro.
 
Quali sono le cause di questo terrificante scenario?
Le ragioni sono da ricondursi ad un abuso degli antibiotici, tutt’oggi prescritti anche quando non necessari, portando a un rafforzamento di diversi batteri. Questo è accaduto soprattutto negli allevamenti intensivi, dove finisce il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo. Se da un lato ci sono 30 milioni di animali, dall’altro troviamo l’enormità di 1300 tonnellate di antibiotici.
Le motivazioni che stanno dietro questo utilizzo smodato e spropositato, sono le condizioni in cui versano gli animali negli allevamenti intensivi. La promiscuità, la vicinanza dettata dal sovraffollamento e le gabbie grandi quanto il loro corpo, senza possibilità di muoversi, aumentano il rischio di malattie.
Tuttavia anziché perseguire condizioni di vita più favorevoli e naturali, si ricorre ad antibiotici. Il loro eccesso ha però portato alcuni batteri a modificarsi geneticamente all’interno della flora intestinale di alcuni animali, sviluppando una resistenza che ha dato vita a una nuova specie, in grado di trasferire le sue capacità. Morendo gli altri batteri, restano a replicarsi solo quelli resistenti, che poi possono farsi strada in ciò che mangiamo, fino al nostro corpo. Le linee di macellazione infatti non proteggono integralmente dalla contaminazione.
Cosa fare allora? Senza dubbio lavarsi frequentemente le mani e lavare le posate dopo aver tagliato la carne cruda, oltre a ridurre gli antibiotici utilizzati, sia per quanto ci riguarda sia negli allevamenti. Non prenderne di nostra iniziativa. Sperare che le condizioni disumane (ma potremmo definirle con un neologismo disanimali) degli allevamenti cambino.
Questo allarme non riguarda tuttavia solo noi esseri umani, ma anche chi vive al nostro fianco, ovvero cani e gatti. Dopo che Report in un servizio di alcuni mesi fa aveva rivolto gravi accuse contro il pet food, includendo erroneamente anche noi di SANYpet – FORZA10, senza aver effettuato i controlli necessari, con questo servizio ci dà ragione, confermando i punti di forza delle nostre diete e avvalorando ancor più le nostre azioni.
Avevo già identificato, nel corso della mia pratica veterinaria negli anni 70, l’ossitetraciclina, un antibiotico largamente e legalmente utilizzato negli allevamenti intensivi, come probabile causa delle più comuni patologie infiammatorie del cane e del gatto, portando l’organismo degli animali a reagire con processi infiammatori come gastriti, cistiti, otiti, o con meccanismi di eliminazione come vomito, diarrea e lacrimazione. I residui dell’ossitetraciclina infatti, si posano nel grasso e soprattutto sull’osso degli animali macellati.
Dopo molti anni è giunta infine la conferma scientifica di ciò che all’epoca sembravano solo teorie: l’antibiotico ossitetraciclina è il nemico numero uno di cani e gatti, ma nemmeno gli animali a due zampe dovrebbero dormire tranquilli.

Per questo motivo, gli alimenti FORZA10 rifiutano l’ossitetraciclina, così come appetizzanti, coloranti o conservanti di sintesi. Non andiamo in capo al mondo per farci pubblicità, ma raggiungiamo l’incontaminata Islanda per ottenere le proteine il più pulite e salubri possibile, facciamo arrivare le carni dalla Nuova Zelanda perché laggiù gli animali pascolano liberi nella natura.
Ogni proteina di carne contenuta nelle diete FORZA10 proviene rigorosamente da allevamenti estensivi, dove gli animali hanno libertà di movimento e si nutrono della natura, e dal mare aperto, per garantire una qualità superiore. Il nostro stabilimento è certificato bio e sulle materie prime effettuiamo più di 5.000 analisi all’anno. Nello specifico, al controllo analitico delle partite che quotidianamente ci arrivano e che viene svolto sia all’interno dell’azienda tramite appositi strumenti, sia esternamente in laboratori accreditati, associando anche dei regolari audit (verifiche ispettive esterne) presso i nostri fornitori. Questo garantisce non solo un continuo controllo dei fornitori, ma anche uno standard qualitativo elevato.
Questo inciso vuole dunque essere una riflessione e un monito, su temi che non ci stanno semplicemente sfiorando, ma che ci investono in pieno. Come si può non avere a cuore il benessere di cani, gatti e, naturalmente, il proprio?"

Sergio Canello
Per maggiori informazioni sui loro prodotti vi consiglio di visitare il loro sito: forza10.
FORZA10 è il frutto di lunghi anni di pratica veterinaria e di accurati studi clinici sulle patologie di origine alimentare.