mercoledì 27 agosto 2014

A volte, per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto.

Io chiedevo:
"Mamma guarda il bimbo ha gli occhi chiusi, come mai?"
Mamma rispondeva:
"fra qualche giorno si apriranno, nascono così i bambini, con gli occhi chiusi"
Questo accadeva 23 anni fa. 
Ieri è nato mio nipote e aveva gli occhi spalancati, appena nati e già quando la nurse li lava hanno gli occhi aperti.
Quando si diventa genitori, i figli ci ricordano il nostro passato e grazie a loro spesso riusciamo a capire l'importanza di alcuni gesti, ricevuti o mancati, delle persone che ci hanno messo al mondo.
Giocare con il proprio bambino, dargli l'affetto di cui ha bisogno, la carezza e il bacio, il rimprovero e la pacca per insegnare loro cosa è giusto o sbagliato, ci insegna a riconoscere il valore di ogni gesto passato dei nostri genitori.
Solo chi ha figli può capire questo valore, ricordiamoci che non conosciamo quello che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo cosa c'è mancato prima di averlo. Oggi ancor di più questi rapporti/gesti sono agevolati, ma nello stesso tempo diventati sterili, dalla tecnologia che ci offrè un mondo più vicino, senza distanze. Siamo tutti dei super eroi che corrono verso il miglioramento intellettivo e tecnologico. Pensate voi questo sia un bene per tutti noi e specialmente per i nostri figli? 
E' vero che la comunicazione è diventata sempre più semplice e sempre più veloce, basta un click e ci troviamo a parlare con gli zii, nonni, genitori che si trovano all'altro capo del mondo, ma non credo questo sia tutto un bene.
Dall'invenzione del telefono, televisione, cellulari... ecc... ecc... tutto ha avuto sopravvento sulle nostre abitudini.
Negli ultimi anni il dibattito sulle conseguenze di questa tecnologia, che si diffonde a macchia d'olio in tutto il mondo e in tutte le persone, ha visto intervenire tantissimi personaggi, associazioni e professionisti che mettono in risalto gli effetti di questo fenomeno "Trasportatore" (lo chiamerei io).
Ed ecco che ieri, in un momento di pieno sconforto, vedo questo video:

Quando l'ho visto, le lacrime, ogni minuto che avanzava, scorrevano sul mio viso guardando e sentendo dentro di me quanto sia "vero" il messaggio che vuole esprimere, ovvero che ci sono momenti in cui tutti noi esseri umani abbiamo  la necessità di incontrarsi, comunicare e vedersi così, uno di fronte all’altro.
Un cortometraggio destinato a chi frequentemente si trova a leggere, guardare, informarsi e formarsi nell'ormai "familiare" mondo del web. Non ci crederete, ma questo video è stato prodotto da una società che di servizi/prodotti ne offre tantissimi per stare a passo con i tempi e con la tecnologia che avanza... La Wind.

Wind racconta la storia di un uomo/padre che decide di mettersi in viaggio per andare a parlare con il papà che non vede da tempo. Il messaggio che ci propina è forte e se ci pensate potrebbe anche andare contro il loro mercato, ma oggi Wind riconosce che a volte, per comunicare davvero, la tecnologia non è tutto. 
Wind fa un passo indietro e invita a stare più vicini, ammettendo che la tecnologia è potente ma non onnipotente. 
Ci sono cose che non si possono dire per telefono, attraverso uno schermo, o con una mail, il calore di un abbraccio, il trasporto di un bacio, l'entusiasmo di una carezza non si potrà mai sostituire con un messaggio con il cellulare, un Ti voglio bene scritto non ha lo stesso valore di un Ti voglio bene sentito con le proprie orecchie.
Ci vuole oltretutto un maggiore trasporto a dirlo che a scriverlo, quindi ci sono talmente tante occasioni in cui tutti noi avremmo il bisogno di incontrarsi e comunicare uno di fronte all’altro.
Un grande brand come la Wind lo sa e non può che rispettare questa nostra "vitale" esigenza, affrontando con grande coraggio un tema vero e per certi versi controverso.
Mi misi a ridere quando lessi questa vignetta:
"Sono rimasto per qualche ora senza la connessione ad internet e ho conosciuto delle persone stupende qui a casa, dicono di essere la mia famiglia."
La tecnologia ci ha avvicinato, ma nello stesso tempo ci ha reso rigidi, senza sentimenti e in un certo senso ci ha anche allontanato.
La Tecnologia fa parte della nostra vita, ma ha condizionato gli stili di vita e le abitudini delle persone, molti stanno diventando schiavi di questa "meravigliosa" macchina, perché si diventa più chiusi in noi stessi.
Si vedono giovani che perdono la voglia di uscire a giocare perchè trovano più "facile" e "interessante" chiudersi in casa davanti a uno schermo. Ci si nasconde dietro a un pc, un cellulare o un tablet per scrivere: le parole scritte arrivano diretti al cuore delle persone che le leggono, si conquista tutto in modo più semplice. Si rischia che se tutto si vive virtualmente, senza uscire insieme all’amico/a per chiacchierare, senza uscire insieme alla propria donna per conoscersi, senza andare al pasco con i nonni per divertirsi a giocare a pallone..... Addio vita sociale!
Io voglio solo sottolineare che grazie a Wind, con questo video e con questo realismo che ha voluto mettere in atto, ognuno di noi deve riflettere che bisogna
Essere più Vicini