venerdì 11 gennaio 2019

Pillole di Salute: "Otite del cane: rimedi all’otite cronica del cocker"

Ci siamo è arrivato il momento della pillola di salute del nostro caro Veterinario Sergio Canello (Fondatore e responsabile Centro Ricerche SANYpet. Medico veterinario ed esperto internazionale in patologie di origine alimentare) un argomento davvero interessante oggi!
"Il Cocker nasce molti anni fa come cane da caccia, ma è diventato tra i più amati cani da compagnia per tutta la famiglia. Il loro straordinario buon carattere e il loro animo molto sensibile, lo rendono il compagno ideale per coloro che hanno bambini in casa. Il suo innato spirito tollerante e sociale lo pone spesso accanto ad altri animali: il cocker infatti ama la compagnia degli altri cani e li va spesso a cercare. È un eterno cucciolone, affettuoso con tutti e facilmente addestrabile, se pur richieda estrema attenzione e molta costanza nell’insegnamento delle regole fondamentali. 
L’otite è un’infiammazione dell’orecchio del cane, che provoca prurito, dolore, produzione di cerume, odore cattivo e conseguente rischio d’infezioni di germi, parassiti e funghi.
L’otite del cane è considerata una delle patologie in assoluto più difficili che ogni veterinario deve affrontare. Tanti sono i casi con recidive che risultano frustranti per animali, proprietari e terapeuti. Essendo caratterizzato da grandi orecchie, molto pelose e coperte dal passaggio di aria, il cocker è una razza predisposta alla formazione di otiti. Ma è normale che sia così? 

Otite del cane: la vera causa
Al di là delle forme da sempre esistite, attualmente la causa più frequente di otite è un’intolleranza ad uno o più alimenti. Le intolleranze alimentari, patologie in continuo aumento sia in medicina veterinaria che umana, provocano, quale risposta dell’organismo, proprio fenomeni infiammatori alla parte più sensibile (organo bersaglio).
L’infiammazione dell’organo bersaglio rappresenta spesso l’unica manifestazione visibile di un fenomeno d’intolleranza alimentare. Se l’organo bersaglio dell’intolleranza a uno o più alimenti è l’orecchio, l’unica soluzione valida per trattare l’otite e prevenire ricadute è un cambio di alimentazione.
Infatti, anche una singola assunzione di un alimento che l’organismo riconosce come tossico provocherà un processo infiammatorio della durata di alcuni giorni. Se l’alimento continuerà a far parte dell’alimentazione, il processo infiammatorio diverrà per forza di cose cronico.

Otite del cane: la soluzione
La soluzione è dunque un cambio di alimentazione, con ingredienti di elevata qualità, rigorosamente controllati e reperiti in luoghi incontaminati, possibilmente arricchita da sostanze botaniche.
Seppure il cocker abbia una predisposizione naturale verso lo sviluppo dell’otite, se l’orecchio è in equilibrio fisiologico grazie all’alimentazione, le possibilità di formazione di otiti diminuisce drasticamente e di conseguenza l’attacco da parte dei patogeni non dovrebbe avere efficacia.

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martedì 13 novembre 2018

Pillole di Salute: "Il vomito a digiuno nel cane"

Eccoci al solito appuntamento con il nostro veterinario Sergio Canello.
Fidatissimi, con questa utile guida, dobbiamo cominciare a dare il meglio ai nostri amici animali.
Vediamo cosa ci spiego il nostro dottore:
"Il vomito è un meccanismo naturale attraverso il quale l'organismo si libera di sostanze tossiche o di virus e batteri che si sono sviluppati all'interno dell'apparato gastrointestinale. 

Il vomito è quindi utile, trattandosi di un meccanismo che consente un'eliminazione diretta ed efficace di qualcosa di tossico, anche se è uno dei sintomi più fastidiosi per il cane e il gatto e deleteri per il proprietario, o meglio per i suoi tappeti, la moquette e il parquet! 
Se continuo, il vomito va invece analizzato con attenzione da un veterinario e trattato opportunamente.
Il vomito a digiuno, che è molto frequentemente collegato a un desiderio esagerato d'erba, tanto che fa somigliare specie il cane a una capra, ha una motivazione semplice: i succhi gastrici che gli animali emettono a digiuno non sono altro che un concentrato di tossine da eliminare quanto prima.

Il vomito a digiuno, che si manifesta quasi sempre la notte o la mattina presto, deve essere sopportato dai proprietari di cani e gatti perché i veterinari, quando viene loro sottoposto il problema, non riescono a risolverlo.
Il Dott. Sergio Canello, medico veterinario esperto in patologie di origine alimentare, aveva già segnalato il vomito notturno a digiuno tra i sintomi di intolleranza alimentare del cane durante la sua pratica clinica in ambulatorio già all’inizio degli anni ‘80. 
Ne è testimonianza la rivista Vet, con un numero del 1995 che dedicò al Dott. Canello un focus.
Il vomito a digiuno è considerato un disturbo idiopatico, ovvero senza causa nota o dimostrabile. Gli studi del Dott. Canello e del Dipartimento di Ricerca e Sviluppo SANYpet – FORZA10 hanno invece individuato come causa scatenante del problema un preciso contaminante presente alcune materie prime alimentari.

La risposta dell’organismo è molto semplice ed efficace: attraverso i succhi gastrici espelle il contaminante.
A fronte del forte aumento nell'incidenza di intolleranze e allergie alimentari, il Dott. Sergio Canello ha riconosciuto nelle farine di carne di allevamento intensivo le responsabili di un largo numero di patologie, fra cui questa, che possono colpire qualsiasi organo, in quanto veicolo di residui di ossitetraciclina, un antibiotico storicamente utilizzato in questi allevamenti, il cui studio degli effetti è il fil rouge che lega ogni ricerca scientifica condotta dall’azienda, con risultati illuminanti.
Come bisogna trattare il vomito a digiuno?
Eliminandone le cause, ovvero cambiando l’alimentazione, scegliendo ingredienti di elevata qualità, rigorosamente controllati e reperiti in luoghi incontaminati, possibilmente arricchiti da sostanze botaniche. 

Non soltanto per il vomito a digiuno, ma anche per gli altri processi infiammatori e i meccanismi di allontanamento scelti dall’organismo, come la lacrimazione costante, la diarrea, la forfora, la seborrea e le secrezioni. 
Questo spiega semplicemente perché le eventuali cure farmacologiche non impediscono continue ricadute nel sintomo: se non si elimina la causa, non si può eliminarne gli effetti.
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venerdì 19 ottobre 2018

Pillole di Salute:"Dermatite nel cane: prurito e dermatite dello shar pei"

Aspettavate le pillole di salute ansiosamente?
Eccoci al solito appuntamento con il nostro veterinario Sergio Canello.
Fidatissimi, con questa utile guida, dobbiamo cominciare a dare il meglio ai nostri amici animali.

Vediamo cosa ha da dirci oggi il Dott. Sergio Canello, fondatore e responsabile Centro Ricerche SANYpet Medico veterinario ed esperto internazionale in patologie di origine alimentare:"I cani shar pei
Lo shar pei è una razza di cani originaria della Cina, molto legata alla tradizione cinese. È un cane di taglia media, con le orecchie piccole e il pelo corto e ispido, caratterizzato da numerosissime pieghe su quasi tutto il corpo e in particolare sulla testa, tra gli occhi e a livello del garrese. Il carattere è docile e giocoso. 

Dermatite nel cane e nello shar pei: cos’è
La dermatite nei cani è un’infiammazione della cute e rappresenta un processo con cui l’organismo reagisce e cerca di ripristinare uno stato fisiologico normale. La dermatite nel cane si può manifestare con arrossamento, prurito, croste, piaghe, seborrea e infiammazione, con conseguente rischio di infezioni. È lo stato infiammatorio a costituire il terreno ideale per lo sviluppo delle infezioni: in pratica, i germi normalmente già presenti in loco, approfittando dell’infiammazione e si riproducono in modo abnorme, prendendo il sopravvento. L’infezione è, quindi, l’effetto e non la causa del problema.
Essendo caratterizzato da numerose pieghe sul volto e sul corpo, lo shar pei è una razza naturalmente predisposta alla formazione di dermatiti, il che genera grande prurito e arrossamento, stimolando il cane a grattarsi, mordersi o sfregarsi, peggiorando la sua situazione.

Ma è normale che sia così?
Dermatite nel cane: la vera causa
Al di là delle forme da sempre esistite, attualmente la causa di dermatite più frequente è un’intolleranza ad uno o più alimenti. Le intolleranze alimentari, patologie in continuo aumento sia in medicina veterinaria che umana, provocano, quale risposta dell’organismo, proprio fenomeni infiammatori alla parte più sensibile (organo bersaglio).
L’infiammazione dell’organo bersaglio rappresenta spesso l’unica manifestazione visibile di un fenomeno di intolleranza alimentare. Se l’organo bersaglio dell’intolleranza a uno o più alimenti è la cute, l’unica soluzione valida per trattare la dermatite conseguente e prevenire le ricadute passa attraverso un cambio di alimentazione. Infatti, anche una singola assunzione di un alimento che l’organismo riconosce come tossico, provocherà un processo infiammatorio della durata di alcuni giorni (mediamente quattro o cinque). Se l’alimento continuerà a far parte dell’alimentazione, il processo infiammatorio diverrà per forza di cose cronico.

Dermatite nel cane: la soluzione
La soluzione è dunque un cambio di alimentazione, con ingredienti di elevata qualità, rigorosamente controllati e reperiti in luoghi incontaminati, possibilmente arricchita da sostanze botaniche.
Seppure lo shar pei abbia numerose pieghe, dunque abbia una predisposizione naturale verso una sensibilità cutanea, se la pelle è in equilibrio fisiologico grazie all’alimentazione, le possibilità di formazione di dermatiti diminuisce drasticamente e di conseguenza l’attacco da parte dei patogeni non dovrebbe avere efficacia.

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venerdì 3 agosto 2018

Pillole di Salute: "Congiuntivite gatto persiano: perché è un problema comune"

Ci siamo è arrivato il momento della pillola di salute del nostro caro Veterinario Sergio Canello (Fondatore e responsabile Centro Ricerche SANYpet. Medico veterinario ed esperto internazionale in patologie di origine alimentare) un argomento davvero interessante oggi!
"Il gatto persiano è un gatto dal carattere lunatico, caratterizzato in particolar modo dall’essere brachicefalo, ovvero dotato di un muso schiacciato in cui i grandi occhi sono sporgenti dal cranio. Questa sporgenza fa sì che proprio gli occhi siano particolarmente esposti e vulnerabili, e dunque maggiormente sollecitati da fattori ambientali, come acari, polvere, aria secca, ma anche il pelo del suo stesso muso. 


Un ulteriore fattore che entra in gioco nello sviluppo di congiuntivite è l’alimentazione: nel caso del gatto persiano le intolleranze alimentari possono manifestarsi proprio a livello dell'occhio, in quanto come detto particolarmente vulnerabile. Se si somma a questa sua naturale predisposizione un'alimentazione non corretta è dunque molto più facile che si manifestino problemi all’occhio come la congiuntivite.
La soluzione?
Per risolvere questo problema è sufficiente rimuovere la fonte dell'infiammazione, scegliendo un'alimentazione priva di inquinanti, con ingredienti puliti e il potere delle sostanze botaniche".
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